Sono di recente state comunicate ufficialmente dal Ministero della Pubblica Istruzione le materie che saranno oggetto di esame nel corso della maturità dell’anno scolastico corrente. Molto si è discusso in merito alla scelta delle stesse e alle nuove direttive del Governo sulla modalità d’esame; abbiamo chiesto ai nostri studenti e ai nostri professori quale fosse la loro opinione al riguardo.

Dalle risposte raccolte emerge con evidenza che le opinioni degli studenti risultano completamente diverse da quelle dei docenti. Le materie, infatti, sono state accolte molto positivamente da parte degli alunni; alcuni hanno persino esplicitato la loro soddisfazione definendosi “troppo contenti”, in particolar modo per la possibilità di affrontare la prova sia scritta che orale di Latino, che viene in media considerato meno arduo del Greco.

Alcuni tra gli intervistati, tuttavia, si sono mostrati dubbiosi o intimoriti dalla prova di Matematica; sebbene sia interna, la disciplina spaventa – ma talvolta spaventa proprio perché è interna, come testimoniano le lacrime di alcuni ragazzi. Ciò non vale però per tutti: una ragazza ci ha raccontato intenerita che, appena si è diffusa la notizia, la sua professoressa di Matematica ha scritto un amorevole messaggio alla classe dicendo che “era destino che avrebbero concluso il loro percorso insieme fino all’ultimo giorno”.

Storia, d’altra parte, è stata accolta lietamente, anche se c’è chi ha espresso la propria delusione poiché sperava che sarebbe stata invece scelta Filosofia.

Il punto di vista dei professori che si sono espressi al riguardo è invece diametralmente opposto: in numerosissimi hanno espresso il loro dissenso verso la selezione delle materie. La professoressa Anna Smeragliuolo, docente di Greco e Latino, ad esempio, ha definito la scelta operata dal Ministero di mettere da parte materie come Greco e Filosofia come una propensione per una visione pragmatica della realtà, a svantaggio delle radici della riflessione occidentale, in particolar modo sul versante della democrazia e del libero pensiero. “Al classico dovrebbe uscire Greco tutti gli anni! – ci ha detto ridendo un professore che ha preferito non essere citato, aggiungendo poi che – la maturità non è tale senza il Greco”.

Alcuni docenti hanno voluto trovare un lato positivo nella vicenda: “finalmente potrò insegnare il Greco concentrandomi meno sulla traduzione, che abbiamo tanto esercitato unicamente in vista di un eventuale scritto finale, e più sulla letteratura vera e propria – ha affermato sorridendo la professoressa Graziana Morigine – leggeremo in classe la letteratura greca per l’unico motivo per cui andrebbe studiata: la sua infinita bellezza”.

La professoressa Stefania Mucibello, docente di Scienze, si è espressa principalmente in merito alle materie scientifiche, dicendosi nel complesso soddisfatta: la presenza di una materia non umanistica non riduce il liceo classico a uno stereotipo opposto alle scienze. “Non mi è sembrato necessario fare addirittura un corteo”, ha detto perplessa commentando alcune proteste che hanno fatto notizia sui giornali.

La risposta della professoressa Francesca Vennarucci, docente a ch’ella di Lettere, invece, ha espresso forti perplessità intorno alla nuova modalità dell’esame, sostenendo che un colloquio simile va ad amplificare le problematiche della precedente tipologia e risulta certo di minore serietà. La decisione, inoltre, di fare uscire le materie a gennaio porterà di sicuro gli studenti a rivolgere le proprie attenzioni unicamente verso le discipline interessate, trascurando così le altre. Anche il professor Carlo Panizzon ha mostrato scetticismo riguardo la modalità del colloquio, sollevando il problema della modifica del numero della commissione docenti: sarà, a suo parere, molto impegnativo raggiungere dei giudizi condivisi sugli studenti da parte dei commissari interni ed esterni a causa del loro numero ristretto. Se con sei commissari il lavoro risultava discretamente pacato e scorrevole, con quattro la situazione porterà le due commissioni a trovare meno facilmente un punto di contatto e a rimanere su posizioni meno centrali.

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