di Ginevra Poerio, IV H
Le Anime Solitarie camminano tra la gente senza farsi notare.
Hanno passi pesanti e lo sguardo perso nel vuoto.
Nella loro testa si affollano mille pensieri, impossibili da esprimere.
Le anime solitarie sono sempre circondate da un vuoto immenso e sono isolate anche nel mezzo della folla.
Percorrono un sentiero senza fine, di cui solamente loro conoscono la meta e non si fermano mai.
Solo i loro corpi si concedono il riposo.
Le loro menti, invece, viaggiano perennemente.
In alcuni momenti di lucidità il loro sguardo incrocia la presenza di qualcun altro e, a volte, quel qualcuno ricambia.
Altre volte, addirittura, le Anime Solitarie si incontrano.
Non succede spesso, ma tra di loro si riconoscono subito.
Hanno la stessa espressione e la stessa solitudine.
Quando i loro sguardi si incrociano, le due Anime si salutano con un sorriso fugace.
Alcune provano anche a parlarsi.
Provano a parlare del più e del meno, di tutto e di niente.
Alla fine, però, tacciono.
Rimangono in silenzio davanti all’immensità delle parole appena pronunciate o davanti al peso di quelle non espresse.
Sebbene quel silenzio sia più spaventoso dell’isolamento, molte Anime Solitarie si scelgono tra
di loro.
Decidono di passare la vita insieme per avere l’illusione di una presenza nelle loro vite.
Solo per pochi, alla fine, quel silenzio si scioglie davanti alle fiamme di un’intimità tra due persone che condividono la stessa natura destinata all’emarginazione.
La maggior parte delle Anime Solitarie si allontana anche da chi è come loro e continuano la loro marcia senza fine, perse nel frastuono, sole tra tutti gli altri.