della classe I B
Lèttera (o léttera): s. f. [lat. littera; come sinon. di epistula il latino adoperava il pl. litterae]; comunicazione scritta inviata da una persona a un’altra tramite posta o a mano.
La definizione di lettera, però, non si può racchiudere in queste poche parole; questa, infatti, è un espediente di cui ci serviamo per esprimere i nostri pensieri, i desideri più nascosti e profondi e le paure più recondite, uno strumento tramite cui condividiamo le nostre emozioni e i nostri sentimenti con l’altro. Un elemento chiaramente riscontrabile all’interno dei due racconti “Cara Speranza” di Marchesa Colombi, pseudonimo di Maria Antonietta Torriani, scritto nel 1896 e “Nemico, Amico, Amante…” di Alice Munro del 2001, i quali ci forniscono la visione della natura più intima e profonda di una lettera, e del concetto di speranza che ad essa si lega. Motivo per cui abbiamo deciso di prendere in esame questi scritti.
Nel primo racconto, Amalia, giovane contadina, vive una vita povera all’insegna del lavoro. Le giornate, però, sono illuminate da lettere che si aprono tutte con “Cara Speranza”; queste le vengono inviate da un giovane bersagliere al momento di stanza in Sicilia per una missione della durata complessiva di sette anni, che le ha promesso di sposarla al suo ritorno. Le parole dolci dell’amato le scaldano il cuore e le danno la forza di andare avanti; ma l’amore resta ideale, lontano e incompiuto, e la speranza diventa il suo tesoro segreto. Tuttavia questo suo sogno non si realizzerà mai, in quanto, poco prima del ritorno del suo promesso sposo, Amalia contrae il tifo e perde la vita.
Nel secondo, invece, Johanna, domestica schiva, crede a lettere d’amore, apparentemente inviate da Ken, padre della bambina che accudisce, ma che in realtà sono scritte dalla bambina stessa e da un’amica che si divertono a prenderla in giro. Convinta della veridicità di queste lettere, abbandona tutto e si presenta da lui con i mobili di una vita nuova. Ken, spiazzato ma bisognoso di aiuto per guarire dalla polmonite, la accoglie. Dall’inganno nascono un matrimonio inatteso e un bambino: una felicità costruita sul caso e sulla solitudine.
Dai testi si può evincere, dunque, come la speranza, tema chiave di cui la lettera è in entrambi i casi mezzo di espressione, possa portare una persona ad elevare la propria condizione di vita e a sognare, senza limiti né barriere, un futuro migliore. Questo aspetto lo possiamo ritrovare in un segmento del testo della Colombi: «“Cara speranza” c’era sempre; e le lettere si somigliavano tutte; ma l’Amalia esultava, si torceva le mani durante la lettura per comprimere le grida di piacere. Poi pigliava il foglio e saltava in mezzo al gruppo d’amici che si erano stretti intorno, e si agitava tanto, che l’aureola degli spilloni minacciava di strapparle, nella violenza dei rimbalzi, quei pochi capelli che la reggevano. E baciava la lettera, e rideva, rideva da perderne il fiato, e per parecchi giorni tutto il casamento era assordato dalla canzone favorita dall’Amalia.». Idea deducibile anche dal seguente passo di “Nemico, Amico, Amante…” di Alice Munro, tratto da una lettera di Johanna a quello che crede il suo amante: «E l’altro giorno mentre spolveravo mi sono immaginata di sentire la sua voce che mi salutava. Ciao, mi diceva, e io ho fissato la sua faccia quanto potevo, trattandosi di una fotografia e mi sono detta, Be’, forse stai diventando matta. O forse questo è un segno che sta per arrivare una lettera.».
Tuttavia la speranza ha un duplice significato, si può tramutare in una mera illusione nel momento in cui non si realizza, come notiamo in questo frammento del testo della Torriani, nel quale la narratrice conforta il bersagliere finalmente tornato, all’indomani della morte di Amalia: «Lo esortai ad esser forte, a rassegnarsi, aggiunsi che era una grande sventura; che tutti la sentivamo, e che fin all’ultima ora la poveretta, anche delirando, aveva pensato a lui… E gli stesi la mano in atto di amichevole conforto.».
Pertanto, una lettera non può essere considerata solamente come traccia di inchiostro su un foglio di carta, ma è più corretto giudicarla come la sintesi delle speranze e degli esiti di un’intera vita.