Photo credit: Sofia Liverani
di Veronica Angelini, III G
A soli due giorni dal 25 novembre, giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne, si è svolto un evento raccapricciante, che al solo sentirlo fa venire la pelle d’oca: nel bagno maschile del secondo piano è apparsa una scritta che citava “LISTA STUPRI”, seguita da diversi nomi, di ragazze e ragazzi.
Si tratta di un avvenimento orripilante, che noi della redazione denunciamo e ripudiamo. Non riusciamo a metterci totalmente nei panni delle persone citate, perché certamente si tratta di qualcosa che non può essere capita se non la si vive, ma vogliamo dimostrare loro il nostro sostegno, per quanto ci è possibile. Ci si deve impegnare quotidianamente per combattere comportamenti del genere, e noi del giornalino vogliamo fare proprio questo, denunciando e scrivendo di tali situazioni senza remore.
A seguito di questo riprovevole evento, è stata organizzata un’assemblea straordinaria in cortile che ha interrotto le attività didattiche dalle 11:00 alle 13:00 a dimostrazione della disapprovazione più totale e dell’unità sulla questione da parte dei rappresentanti di istituto quanto della comunità studentesca nella sua integrità. In questa occasione hanno preso il microfono moltissime studentesse e studenti, denunciando la gravità dei fatti e riflettendo sulla situazione sociale di lenta emancipazione femminile che stiamo vivendo: un atto di tale violenza difatti non può che nascere come reazione a una percepita minaccia alla supremazia maschile. Durante il corso dell’assemblea è stato denunciato a gran voce quanto sia folle e inaccettabile che per i corridoi della scuola camminino il responsabile o i responsabili, a più riprese chiamati vili e codardi e incoraggiati a farsi avanti.
Tra le persone che hanno preso parola ci sono state anche le ragazze che hanno ritrovato il loro nome tra quelli della lista: alcune hanno espresso il loro più profondo disgusto, alcune la paura cui una minaccia del genere le ha costrette, e altre la rabbia che entrambe le altre due emozioni suscitano con forza. Ricordiamo, tra i discorsi pronunciati sulle scale dell’entrata della scuola, uno che esordiva con un sondaggio che chiedeva di rispondere, per alzata di mano, alternando le risposte dei ragazzi a quelle dei ragazzi, alle domande: chi tra voi si è mai sentito in pericolo a camminare per la strada con il buio? Chi si sente obbligato a stare in compagnia o in chiamata con un amico o amica perché si senta sicuro? Chi di voi riceve commenti a sfondo sessuale per strada o quando pubblica delle proprie foto sui social? Inutile descrivere l’abissale differenza tra la quantità di mani alzate di ragazze e quelle di ragazzi. Infine, la domanda: chi di voi si è mai ritrovato in una “lista di stupri”?
Verso la fine dell’assemblea, senza poggiarsi a un discorso già preparato, l’unico ragazzo presente nella lista ha voluto anch’egli esprimersi: unendosi prima a chi aveva precedentemente denunciato l’ipocrisia di chi è sceso in cortile il 25 novembre a manifestare, ha poi raccontato la sua esperienza. “Leggendomi in quella lista ho provato innanzitutto un forte senso di disgusto”, ha affermato, spiegando: “io non posso capire completamente quello che loro hanno provato, ma se in minima parte ho provato ribrezzo, posso solo immaginare le emozioni delle ragazze che hanno letto il proprio nome”.
La notizia si è velocemente diffusa fuori dalla scuola a tal punto da essere riportata anche da giornali come Repubblica e mandata in onda su RAI1 e su La7. Tra le conseguenze del ritrovamento della scritta nel bagno del liceo, ricordiamo la scrittura di frasi transfemministe sulle mura esterne della scuola, l’imbrattamento con vernice rosa del cancello d’entrata e il picchetto di lunedì 1 dicembre.

