Anche in questo numero de “Le idi di…” prosegue lo spazio dal titolo “Una recensione al mese”, che la redazione del giornalino della scuola gentilmente offre ai professori della Commissione Biblioteca perché suggeriscano la lettura di un libro per loro particolarmente interessante o d’impatto. I libri che saranno suggeriti sono già in possesso della nostra biblioteca. Questo mese la staffetta è nelle mani della professoressa Debora Tombolillo, che recensisce A Roma con Pier Paolo Pasolini, di Daniel Raffini pubblicato nel 2025 con la Giulio Perrone Editore.
Lunedì 23 marzo, presso il Bibliopoint Beatrice Costanzo del nostro liceo, è stato ospite Giulio Perrone, autore ed editore romano. L’incontro, guidato dalla prof.ssa Debora Tombolillo, ha costituito una novità per la nostra biblioteca, in quanto, per la prima volta, c’è stata l’opportunità di presentare non solo il lavoro di uno scrittore, ma anche e soprattutto quello di un editore. Chi sceglie, chi produce i libri? Tante domande come queste hanno finalmente trovato risposta. Fiore all’occhiello della Giulio Perrone Editore è la collana Passaggi di dogana, nata nel 2012, che, tra i numerosissimi titoli, interamente dedicati a città e luoghi italiani e stranieri, presenta anche A Roma con Pier Paolo Pasolini di Daniel Ruffini, al quale l’ospite ha dedicato particolare attenzione nel corso dell’incontro. Presto questo testo sarà presente nel catalogo della biblioteca del Giulio Cesare che sta acquistando, attualmente, anche altri titoli della collana della casa editrice di Perrone, in particolare: In Italia con Calvino di Gianetti e Magliani, In Sicilia con Andrea Camilleri di Picone e Svatteri, A San Pietroburgo con Dostoevskij di Nocera, A Catania con Goliarda Sapienza di Spampinato.
Pier Paolo Pasolini si trasferisce a Roma con la madre il 28 gennaio del 1950, in fuga dal suo Friuli che lo aveva sostanzialmente espulso. Di questo trasferimento nella sua autobiografia in versi Poeta delle ceneri, del 1966, Pasolini scrive queste parole:
Fuggii con mia madre e una valigia e un po’ di gioie
che risultarono false,
su un treno lento come un merci,
per la pianura friulana coperta da un leggero e duro
strato di neve.
Andavamo verso Roma.
Avevamo dunque abbandonato mio padre
Accanto a una stufetta di poveri,
col suo vecchio pastrano militare
e le sue orrende furie di malato di cirrosi e sindromi
paranoidee.
Ho vissuto
Quella pagina di romanzo, l’unica della mia vita:
per il resto, che volete,
sono vissuto dentro una lirica, come ogni ossesso.
Da qui inizia il viaggio che Daniel Raffini, dottore di ricerca e docente a contratto di letteratura italiana contemporanea all’università La Sapienza, propone al lettore attraverso le pagine del suo A Roma con Pier Paolo Pasolini, edito dalla Giulio Perrone Editore. Il titolo arricchisce la preziosa collana Passaggi di dogana, interamente dedicata a tante città italiane e non solo. Quello che conduce Raffini non è solo un viaggio nello spazio, nella geografia di Roma, ma anche, e soprattutto, nel tempo. Il suo libro, infatti, è una vera guida emozionale che chiunque voglia guardare la capitale con gli occhi di Pasolini può tenere sotto il braccio da consultare in ogni momento. Raffini indica, con precisione filologica, tutti i luoghi, tutti gli indirizzi, in cui il poeta ha vissuto e di cui ha raccontato nei suoi romanzi e nei suoi film a partire dal romanzo Ragazzi di Vita del 1955, fino a Petrolio, ultima sua opera incompiuta, pubblicata postuma nel 1992, e da film come Accattone del 1961 o Mamma Roma del 1962. Si sente forte la sua presenza, la sua essenza, in queste pagine. Si ha la netta sensazione di sedere sul sedile passeggeri dentro quella tristemente famosa Alfa Romeo Giulia 2000GT, color grigio metallizzato e interni nocciola, guidata dall’artista in un itinerario topografico vero e proprio, attraverso strade, quartieri e luoghi che riportano indietro nel tempo, in una Roma del dopo guerra, carica di macerie ma anche di voglia di farcela. Raffini infatti descrive perfettamente una Roma con diverse anime, un po’ come le diverse anime di Pasolini: c’è la Roma della borgata, dell’estetica del brutto, quella del Tibutino, di Torpignattara, che diventa quasi il palcoscenico della visione dell’Inferno neocapitalistico contemporaneo, ma anche quella del Casilino e del Tuscolano; c’è la Roma altoborghese di Monteverde Vecchio, dell’Eur (tutti quartieri abitati da Pasolini) e una Roma del potere, quella del centro storico e dei Parioli che l’autore definiva in modo ossimorico quartiere calmo, ma tempestoso, fermo, ma fermentante.L’itinerario che A Roma con Pier Paolo Pasolini propone porta con sé un’analisi della storia di Roma durante un periodo estremamente delicato per l’Italia intera, quello che ha visto la transizione da una società rurale a una industriale e urbana, che Pasolini ha sapientemente definito come era della mutazione antropologica.