di Niccolò Fauttilli, II A

Secondo il mio punto di vista uno dei più grandi problemi della società moderna è quello di aver perso la capacità di capire l’importanza delle scelte, infatti in una società governata dalla tecnologia che ci porta ad affrontare una vasta quantità di decisioni ogni giorno, ormai scegliamo senza più capire veramente che ogni singola scelta possa condizionare in maniera significativa le nostre vite. Una citazione molto importante e che vale la pena riportare è quella di Aristotele (filosofo che si è concentrato molto su questo concetto):” Siamo ciò che facciamo ripetutamente”, ossia sono le scelte quotidiane che costruiscono il carattere e la virtù. Inoltre molte volte le nostre scelte sono influenzate da persone a noi vicino ma anche dagli ambienti che frequentiamo e questo porta a non selezionare ciò che riteniamo giusto o che preferiamo ma bensì per essere accettati compiamo gesti che vanno contro il nostro interesse e i nostri principi, e questo perché non abbiamo il coraggio di mostrarci per ciò che siamo veramente e preferiamo indossare una maschera per evitare di sentirsi diversi, quando in realtà la vera bellezza dell’uomo è la diversità.

In campo filosofico il concetto di scelta è sempre stato centrale, poiché definisce la libertà dell’essere umano, il primo a trattare di questo argomento fu lo stesso Aristotele che considerava la scelta razionale, guidata dalla ragione e orientata alla realizzazione della virtù, però nell’età moderna il pensiero è stato trattato in maniera più drammatica, infatti riprendendo il pensiero di Kierkegaard possiamo notare tutta l’angoscia legata alla scelta perché l’uomo posto davanti a una scelta prova paura perché un opzione esclude le altre e non si può tornare indietro, ma bisogna avere il coraggio di compiere scelte che sembrano più tortuose perché anche se quella scelta si rivelerà sbagliata si potrà comunque imparare qualcosa e crescere come persone attraverso le difficoltà.

Il concetto di responsabilità è legato in maniera indissolubile alla scelta, l’etimologia di questa parola deriva dal latino respondere che significa “promettere in cambio”, ossia essere chiamati a rispondere delle proprie azioni, infatti ogni persona deve affrontare le proprie scelte con responsabilità nel bene ma soprattutto nel male. Le responsabilità vengono spesso viste come dei pesi che portano solamente preoccupazioni ma in realtà sono le cose che rendono le nostre vite uniche, proprio per questo si tende ad allontanarle scegliendo la via più corta e facile, cercando di rimandare il problema ma si cresce come persone facendo la scelta più giusta non quella migliore .Questo concetto lo possiamo ritrovare nei pensieri e scritti di molti grandi personaggi della storia che hanno lasciato una traccia indelebile nel mondo, come ad esempio Pico della Mirandola che afferma che Dio non ha dato all’uomo né un posto determinato, né un aspetto proprio, quindi l’uomo non ha natura fissa come gli animali e ha la responsabilità di auto-determinarsi e può degenerare nelle cose che egli definisce inferiori a rigenerarsi nella cose superiori. E questo mostra che fin dall’antichità si era capito l’importanza e il dovere etico di rispettare la propria anima, un altra importante riflessione è quella di Francesco Bacone che è il primo a sostenere che la responsabilità non è più solo verso l’anima ma anche verso la natura, e tramite il suo motto “Sapere è potere” vuole mostrare come l’uomo può dominare la natura e proprio per questo ha la responsabilità di farlo per il progresso dell’umanità.

Se la responsabilità è l’atto di rispondere alle proprie azioni, la democrazia è il sistema che rende quella risposta collettiva, l’etimologia di questa parola deriva dal greco ossia da coloro che hanno ideato questa forma di governo e viene da due parole “demos” (popolo) e “kratos” (comando) che insieme prendono il significato di potere del popolo, la democrazia ha ricevuto diverse trasformazioni con il passare dei secoli e ancora oggi non è vista nello stesso modo in base alle proprie credenze, infatti dobbiamo ritenerci fortunati a vivere in uno stato democratico in cui siamo consapevoli delle nostre scelte, perché in molte culture ancora oggi è normale essere governati da poche persone che tengono in pugno e comandano sulle vite di milioni e milioni di persone, che trascorrono un esistenza passiva e senza vedere realizzati i propri ideali. Ma oggi come nell’antichità la democrazia è al centro di critiche feroci, tant’è che lo stesso Platone una delle mente più illuminanti della storia affermava che era il governo degli incompetenti che poi sarebbe sfociata in tirannia e questa critica risuona ancora nei dibattiti sul populismo, questa frase rispecchia tutta lo poca fiducia nutrita da Platone nei confronti dell’essere umano, un’altra critica che viene mossa è il fatto che la democrazia è la tirannia della maggioranza ovvero una democrazia senza rispetto delle minoranza rischia di sfociare in un stato tirannico. Ma ci sono stati anche filosofi che hanno sostenuto questo stato di governo con fierezza sostenendo che è la ricerca del bene comune e obbedire alla legge è la vera libertà. Secondo il mio punto di vista la democrazia è la più grande evoluzione dell’uomo che ha portato alla creazione di uno stato giusto basato sulla correttezza e sulla meritocrazia, in cui nessun individuo prevale sull’altro e ognuno può mostrare il suo valore in maniera libera e sicura, e non avere paure di essere giudicato o punito nel seguire i propri ideali e le proprie virtù.

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