di Ginevra Poerio, IV H

Li ha visti accusarla, puntarle il dito contro.

Li ha visti strapparla via dalla sua casa, come se fosse solo una pianta velenosa che andava estirpata.

Li ha visti condannarla a morte con una tale disinvoltura che si era chiesta più e più volte se quel processo riguardasse veramente la sua vita.

Ora la donna cammina lentamente verso la sua fine.

È chiusa nel suo silenzio da giorni.

Non ci saranno ultime parole né tentativi di dimostrare la sua innocenza.

Non servirebbe a nulla: è già morta.

Il suo nome, ormai, non lo ricorda più.

Conosce solo il modo in cui la chiamano le altre persone.

Strega. Questo hanno detto di lei.

Eretica. Così l’hanno chiamata.

Forse lo urlano anche adesso ma lei non li ascolta.

La donna guarda fisso a terra mentre percorre quel breve tratto di vita che ancora le resta.

Le lacrime sul suo viso sono secche.

Trema, anche se non vorrebbe.

Alla fine, la strada giunge alla fine e la donna viene spinta sul rogo.

Mentre gli esecutori continuano ad ammassare tronchi di legno ai suoi piedi, lei continua a rifiutarsi di guardare negli occhi la folla.

Il legno continua a crescere in piccoli mucchi e in quel momento la donna capisce che è davvero finita.

Sta veramente per morire.

Le lacrime iniziano ad inumidirle gli occhi chiedendo prepotentemente di poter uscire.

Lei stringe i denti e rifiuta di piangere.

Tante donne prima di lei hanno pianto in quel momento e tante altre lo faranno.

Ma lei ha deciso di no.

Non nutrirà la folla con il suo dolore.

Non placherà la sete di sangue del mondo in cui vive con la sua sofferenza.

Quindi rimane lì, sul rogo, ferma ed impassibile, aspettando il momento in cui vedrà i tronchi iniziare a bruciare e pregando che il fuoco la divori velocemente.

Ad un certo punto scende il silenzio e la donna capisce che quello è il momento.

Chiude gli occhi perché non vuole vedere ciò che sta per succedere e quando, qualche secondo dopo, li riapre vede le fiamme.

L’incendio si propaga e inizia a bruciarle i vestiti.

Il fumo le oscura la vista e le invade i polmoni.

Vorrebbe urlare ma rimane in silenzio.

La folla si dimena e lancia del legno verso di lei in modo che la morte arrivi prima o forse per contribuire ad essa.

La donna continua a guardare verso le fiamme sotto di lei aspettando che la uccidano così come hanno già fatto gli uomini.

La fine non tarda ad arrivare.

La donna sente la vita abbandonarla e volare via.

Il suo ultimo pensiero è un desiderio.

Non dimenticatemi. Implora.

Ricordate la mia innocenza e il mio supplizio.

Ricordate la donna e non la strega.

Chiede questo e nient’altro.

Poi il mondo diventa buio e i suoi desideri sono solo sussurri trasportati dal vento.

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