Fotografia scattata dal telescopio in azione

di Veronica Angelini, III G

Cari lettori delle Idi Di…!
Questa è la prima uscita della rubrica “Infopoint al Giulio“, dedicata agli strumenti informatici della nostra scuola, coordinata da me e dal Professor Francesco Manzo. Questo mese ho intervistato un ragazzo del III D, Simone Ionita, sulla sua esperienza al PCTO per l’installazione del telescopio d’istituto. Ecco cosa mi ha raccontato:

“A marzo dell’anno scorso ho avuto la possibilità di partecipare a un PCTO offerto dalla nostra scuola in
collaborazione con due ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Il percorso si è svolto in due giornate: nella prima abbiamo seguito una lezione introduttiva che ci ha permesso di conoscere le diverse tipologie di telescopio e le loro caratteristiche, fondamentali per comprenderne il funzionamento.

Successivamente ci siamo spostati all’esterno per la parte pratica, che ha visto come protagonista il telescopio elettronico di proprietà della scuola. L’esperienza è stata davvero coinvolgente, poiché siamo stati noi studenti a montare l’intero telescopio sotto la supervisione degli esperti. Si tratta infatti di un procedimento che richiede grande precisione, per evitare problemi durante l’osservazione. Approfittando del bel tempo, abbiamo infine orientato il telescopio verso il Sole, utilizzando uno speciale filtro applicato all’obiettivo: grazie a questo è stato possibile osservarne chiaramente la superficie, distinguendo persino le famose macchie solari.

Qualche giorno dopo siamo tornati a scuola per l’osservazione notturna. Dopo aver nuovamente montato il tutto, ho finalmente avuto modo di comprendere le particolarità che distinguono un telescopio elettronico da uno “tradizionale”. Questo tipo di telescopio viene infatti regolato tramite i tasti di un telecomando che, grazie a un motore elettrico, consentono di puntare con precisione il corpo celeste che si desidera osservare. Tuttavia, per un principiante questa operazione può risultare piuttosto lunga e complessa, soprattutto nel caso in cui si vogliano osservare più corpi celesti nel corso della stessa serata. Fortunatamente, il telescopio elettronico è dotato di una funzione di puntamento automatico: inserendo alcune informazioni (data, ora e coordinate geografiche) e allineandolo su due stelle note, generalmente le più luminose, lo strumento è in grado di riconoscere quali oggetti celesti siano osservabili in quel momento (consultando un database interno) e di inquadrarli automaticamente. Grazie a questa tecnologia siamo riusciti a osservare Marte, Giove e alcuni dei suoi satelliti.

Questa esperienza mi ha permesso di apprezzare il valore della tecnologia applicata alla ricerca scientifica e il suo ruolo nel rendere queste conoscenze più accessibili: i telescopi elettronici, ad esempio, integrano
sistemi informatici e di automazione che riducono la complessità dell’osservazione, rendendola accessibile anche a utenti meno esperti. Tecnologie simili si stanno sviluppando in ogni settore e ne appaiono di nuove ogni giorno: nonostante abbiano spesso un costo elevato, rappresentano comunque un passo verso un futuro in cui il ruolo della tecnologia sarà sempre più centrale.”

Segue una fotografia scattata alla Notte Nazionale dei Licei Classici dello scorso aprile, con il telescopio in azione.

Grazie per aver letto. Al prossimo numero!

P.S.: mandateci anche le vostre esperienze!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *