Photo credit: Sofia Liverani
di Veronica Angelini, III G
Seguono delle brevi interviste comparate ai primi candidati delle liste in gara per la rappresentanza d’istituto, ordinate alfabeticamente.
CAOS
Quali sono le ragioni che ti hanno spinto a candidarti?
Quest’anno mi sono candidata per la seconda volta perché, più passa il tempo e più mi sta a cuore la nostra scuola e le persone che la vivono. Voglio rappresentare gli studenti in modo vero e portare le loro idee dove spesso non arrivano. Vorrei che la scuola diventasse un posto in cui ci si possa sentire accolti e liberi di esprimersi.
Candidarmi, per me, è un gesto di responsabilità ma anche di affetto verso la nostra scuola, che ormai è diventata casa.
Qual è il punto del vostro programma che ritieni fondamentale?
Io credo nell’importanza di tutti quanti i nostri punti, ma in modo particolare nella nostra nuova iniziativa: Segreteria Caos. Abbiamo deciso di creare un profilo Instagram grazie al quale potrete ricevere chiarimenti su tutti i vostri dubbi tramite il nostro supporto. Potrete avere un confronto tra tutti noi studenti sui professori, sulle cose che non vanno all’interno della scuola e tantissime altre domande che avrete. Se scegliete Caos, noi ci impegneremo a rispondervi nel modo corretto e con le giuste fonti.
Per quale motivo uno studente dovrebbe votare Caos e non altre liste?
Caos è una lista nata nel 2019, ideata da studenti come noi che cercavano di rendere il nostro istituto un posto migliore. Oggi, dopo ben otto anni, Caos è ancora qui per voi. Ogni candidato della nostra lista che è riuscito a diventare rappresentante d’istituto ha sempre svolto il suo lavoro col massimo dell’impegno e con la giusta serietà.
Caos non è un gioco, non è solo una lista, noi siamo diversi perché amiamo fare ciò di cui ci occupiamo.
In quale modo la vostra lista si differenzia dalle altre?
Sono fortemente convinta che Caos si sia dimostrata all’altezza di questa scuola in molte occasioni. Siamo sempre stati in grado di gestire ogni situazione, magari delle volte sbagliando, ma senza mai demordere e continuando a lavorare per tutti noi, per tutti voi. E se ancora non siete convinti delle parole che vi ho appena detto, sono certa che il giorno delle presentazioni, quando esporremo tutti i nostri punti, riuscirete ad avere un’idea più chiara di ciò che è Caos.
Quali sono per voi le priorità che la scuola dovrebbe avere?
Una scuola funziona davvero solo quando chi la vive ogni giorno sta bene. Serve più ascolto, più dialogo e più attenzione ai bisogni reali degli studenti. La scuola non deve essere solo compiti e verifiche. Per questo noi di Caos proponiamo più progetti, più laboratori, più eventi culturali e sportivi che permettano a ognuno di esprimersi, scoprire talenti e crescere anche al di fuori delle lezioni. Noi non parliamo al posto degli studenti, ma con gli studenti, esprimendo ogni vostra decisione.
FACTOTUM
Quali sono le ragioni che ti hanno spinto a candidarti?
Io sono candidato da quando sono entrato nella lista, prima alla Consulta Provinciale degli Studenti e poi all’Istituto e ho sempre nutrito un profondo legame e interesse per la nostra scuola, che mi è stato trasmesso anche dai ragazzi delle vecchie generazioni. Penso che, sia per le esperienze che ho avuto all’interno della scuola, sia per la mia voglia di essere il megafono di chi non ha voce, potrei contribuire a migliorare il nostro istituto.
Per quale motivo uno studente dovrebbe votare Factotum e non altre liste?
In primis, sicuramente, per la nostra storia. Oltre a essere la lista più longeva (quest’anno è il decimo in cui Factotum si candida) siamo stati anche il punto di partenza per iniziative che oggi sono delle vere e proprie istituzioni dentro la scuola. Posso citare per esempio la propaganda: i ragazzi delle vecchie generazioni hanno iniziato mettendo un banner fuori scuola, passando poi alla bandiera, agli striscioni e così via, finendo per essere imitati da tutte le altre liste. La nostra lista, poi, è fatta ad hoc per ascoltare la voce degli studenti. Per esempio il nostro quarto punto (quello sulla Croce Rossa) non è un’idea nata durante una nostra riunione, ma ci è stato proposto da un ragazzo dell’ultimo anno. La nostra lista ha poi sempre mantenuto le promesse fatte durante la propaganda.
Qual è un punto del vostro programma che ritieni fondamentale?
La nostra lista ha sempre applicato questo metodo: pochi punti, ma concreti. Ritengo il nostro punto più importante essere “Factotum in azione”. Non è banalità, ma è la vera essenza della nostra lista. Prima ancora di essere la lista degli eventi o quella del torneo di calcetto siamo una lista pronta a portare avanti le istanze degli studenti del Giulio sempre e comunque, ricorrendo sia a metodi diplomatici, ma anche a vere e proprie proteste e mobilitazioni se necessario.
Quali sono, per voi, le priorità che la scuola dovrebbe avere?
La priorità della scuola deve essere mettere al centro gli studenti e ascoltare le loro esigenze. Negli ultimi anni ci è capitato più volte di essere stati messi al secondo posto, dando precedenza all’immagine della scuola, ma non a quella che ne è la vera essenza, ovvero noi. Necessaria è anche la formazione dei ragazzi dal punto di vista umano e didattico. Pretendiamo inoltre di vivere la scuola in un ambiente pulito (posso citare il problema dei bagni non funzionanti che persiste da molti anni all’interno dell’istituto).
In quale modo la vostra lista si differenzia dalle altre?
In primo luogo per la concretezza dei punti. Meglio proporre poche cose con la certezza di poterle realizzare, rispetto a fare promesse assurde solo per strappare qualche voto in più. Inoltre noi non ci fermiamo all’esito delle elezioni (qualunque esso sia). Factotum è una linea di pensiero che dura tutto l’anno scolastico e nasce come un gruppo di amici. Il rapporto tra i ragazzi della lista si rafforza e diventa sempre qualcosa di più, spendendosi insieme per una causa comune.
OMEGA
Quali sono le ragioni che ti hanno spinto a candidarti?
Le stesse che mi hanno convinto a candidarmi l’anno scorso, quelle per cui è nata Omega: la necessità di un cambiamento immediato, la volontà di difendere il diritto degli studenti alla partecipazione nelle decisioni riguardanti la scuola e l’importanza del ruolo dello studente nella propria formazione.
Per quale motivo uno studente dovrebbe votare Omega e non altre liste?
Perché proponiamo un cambiamento radicale, perché costituiamo un’alternativa rispetto al grande blocco delle liste che, di rito, ogni anno ottengono un seggio. I nostri candidati hanno in precedenza dimostrato di saper instaurare e reggere un dibattito con la classe dei professori, cosa essenziale in un contesto come quello del consiglio di istituto. Alla fine, come dice Michele, avendo il caos dentro possiamo partorire una stella danzante.
In quale modo la vostra lista si differenzia dalle altre?
In sostanza siamo portatori di un cambio di sistema, non di modifiche interne a quello attuale.
Quali sono per voi le priorità che la scuola dovrebbe avere?
La priorità assoluta della scuola è la formazione dello studente non come “buon cittadino”, come si sente dire spesso, ma come persona autonoma e pensante. Ciò non si può ottenere se si mantiene l’impostazione per cui gli elementi attivi e motori dell’organismo scolastico sono dirigenti e docenti mentre lo studente, privato dei suoi spazi e del suo tempo, riceve passivamente. La formazione dello studente non può essere unipolare, dunque non può essere monopolio dei professori: essa richiede l’esistenza di spazi esclusivi per gli studenti. Attraverso la creazione di spazi liberi ed esclusivi si andrà a valorizzare la spontaneità dell’azione culturale rispetto all’imposizione del compito, l’intelligenza e la creatività rispetto alla memorizzazione imposta e al nozionismo, il senso di comunità e di organicità dei rapporti rispetto all’atomizzazione degli studenti, lo spirito di iniziativa e l’attività volontaria rispetto alla passività degradante. Questo è il filo conduttore del nostro programma, e si riflette in diversi punti: per esempio la libertà di corso, il circolo politico, l’aula autogestita e la scuola aperta.
Qual è un punto del vostro programma che ritieni fondamentale?
Ogni punto è fondamentale, nel senso che ogni punto servirà da fondamento nella creazione di una “scuola all’interno della scuola”, ovvero di spazi liberi che consentano l’autentica formazione dello studente.
OPEN MIND
Quali sono le ragioni che ti hanno spinto a candidarti?
Dopo la mia esperienza come rappresentante di classe, nella quale mi sono attivata per ascoltare le esigenze dei miei compagni, nell’aiutarli a risolverle, dopo aver avuto più volte un confronto con tutti i professori e per l’amore che provo per questa scuola, ho scelto di mettermi in gioco per rappresentare tutti voi.
Sono candidata in Open Mind sin da quando ho 15 anni e in questi tre anni ho imparato che rappresentare gli studenti non significa solo parlare a nome loro, ma esserci davvero, ogni volta che c’è un problema da risolvere, un’idea da realizzare o un progetto da far crescere. Voglio essere un punto di riferimento per tutti voi e una presenza concreta per chiunque abbia bisogno di un aiuto.
Qual è un punto del vostro programma che ritieni fondamentale?
Abbiamo diversi punti ma uno degli obiettivi a cui aspiriamo, e vogliamo realizzare, è “Voce per gli studenti”. Attraverso dei moduli che distribuiremo in tutte le classi, la domanda che poniamo agli studenti è: “Quali pensi siano le problematiche della scuola?”. Noi di Open Mind crediamo che ogni studente debba avere la possibilità di far sentire la propria voce e di contribuire al miglioramento della nostra scuola.
Oltre a ciò, riteniamo che le emozioni vissute e i momenti passati insieme in questa scuola non debbano essere dispersi. Per questo motivo abbiamo deciso di realizzare una parete dei ricordi chiamata “ReMind me” dove ogni studente potrà condividere piccoli frammenti della propria esperienza all’interno del Giulio Cesare.
Per quale motivo uno studente dovrebbe votare Open Mind e non altre liste?
Vogliamo contribuire a creare un ambiente scolastico inclusivo e stimolante dove tutti possano sentirsi ascoltati e valorizzati. Ogni voce conta all’interno di questa scuola e la nostra priorità sarà sempre quella di mantenere un dialogo aperto e costante con tutti gli studenti, affinché le vostre idee possano diventare realtà.
Votare Open Mind significa scegliere di essere rappresentati da una lista che si impegna a lavorare per il bene comune e di trasformare le nostre proposte in azioni concrete.
In quale modo la vostra lista si differenzia dalle altre?
Open Mind propone punti che sta già mettendo in atto indipendentemente dall’esito delle votazioni e gli studenti lo sanno bene. Non è un qualcosa di scontato. Vogliamo darvi un’anticipazione di ciò che vorremmo fare durante il corso dell’anno e ci fa piacere che molti abbiano già preso parte a diverse delle nostre iniziative come ad esempio il torneo di padel. Open mind è una lista basata sulla φιλιά, un legame fraterno e di fiducia reciproca. Sia che uno sia candidato o fuori lista tutti quanti ci adoperiamo per realizzare i progetti che insieme abbiamo pensato per voi.
Quali sono per voi le priorità che la scuola dovrebbe avere?
Crediamo fermamente che una delle priorità che la nostra scuola dovrebbe avere è la formazione degli studenti che deve avvenire in un ambiente pulito, rispettato e organizzato.
Da qualche mese a questa parte anche l’assenza delle macchinette è diventato un grave problema per noi studenti e, credo, anche per i professori. È fondamentale avere almeno dei distributori d’acqua all’interno di una scuola che frequentano più di mille studenti.
Open Mind quest’anno si impegnerà anche ad offrire ai ragazzi un servizio di ascolto, riferiremo a chi di dovere tutte le problematiche e le esigenze di tutti noi.
Infine vorrei ringraziare tutti i ragazzi di Open Mind per aver supportato la lista in tutti questi anni.
Ho potuto contare su ognuno di loro e so bene quanto si siano sacrificati per portare avanti i nostri progetti. Sono certa che Open Mind continuerà a crescere grazie al contributo di tutti voi.
ULTIMATUM
Quali sono le ragioni che ti hanno spinto a candidarti?
Mi sono candidato perché guardando la nostra scuola ho capito che possiamo fare molto di più. Voglio essere parte del cambiamento, riportare coesione, partecipazione e dimostrare che le idee possono davvero trasformarsi in risultati concreti. Ultimatum nasce da questa voglia di cambiamento, e io voglio mettermi in gioco per rappresentarla al meglio.
Per quale motivo uno studente dovrebbe votare Ultimatum e non altre liste?
Gli studenti dovrebbero votare Ultimatum perché non ci limitiamo a proporre idee: abbiamo il coraggio e la volontà di metterle alla prova. Siamo nati per rompere gli schemi, portare un cambiamento reale e restituire voce a chi spesso non si sente rappresentato. Ultimatum non è solo una lista, è un messaggio, un invito ad agire.
Qual è un punto del vostro programma che ritieni fondamentale?
Uno degli obiettivi principali della nostra lista è quello di combattere l’indifferenza. Successivamente all’episodio podcast che abbiamo sviluppato all’inizio dell’anno con Radio Caos, abbiamo capito che uno dei modi migliori per affrontare tematiche attuali è quello di crearci un nostro spazio radio. Proprio perché noi di Ultimatum pensiamo che gli studenti del Giulio siano alla base del nostro progetto ,metteremo dei sondaggi sulle nostre storie Instagram così che siate voi a scegliere le tematiche da trattare e a suggerirci quali ospiti invitare.
Quali sono, per voi, le priorità che la scuola dovrebbe avere?
Per noi le priorità sono rendere la scuola un luogo vivo, inclusivo e capace di rappresentare ogni studente. Vogliamo che il Giulio torni a essere un ambiente dove ci si sente parte di qualcosa di speciale, dove le idee circolano e dove il cambiamento è possibile grazie all’impegno di tutti.
In quale modo la vostra lista si differenzia dalle altre?
Ultimatum nasce dalla volontà di portare dei programmi concreti alla rappresentanza d’istituto. Già l’anno scorso siamo riusciti a realizzarne molti, tra cui il tutoraggio fra pari, ormai in vigore, e che ha già fornito crediti formativi agli studenti. Ultimatum combatte l’indifferenza, e cerca nella maniera più consapevole possibile di portare informazione agli studenti, non solo tramite Radio Giulio, ma anche con il “punto informazione”, che ha l’obiettivo di portare nella maniera più interattiva e divertente possibile tematiche storiche e di attualità. Ultimatum mira a combattere alla passività; vogliamo infatti che ogni studente riesca ad essere se stesso a scuola, perché è il luogo dove spendiamo parte della nostra vita, dove cresciamo e ci formiamo come persone.
ZERO ALIBI
Quali sono le ragioni che ti hanno spinto a candidarti?
Penso che al Giulio come in tutte le scuole ci sia bisogno di una rappresentanza attiva degli studenti, che crei e proponga iniziative realmente formative e che contesti quando necessario.
Insomma che riporti il focus su chi fa la scuola davvero: gli studenti.
Qual è un punto del vostro programma che ritieni fondamentale?
Tutti i punti hanno la loro importanza; oltre al punto informazione, di certo fondamentale, propongo il punto relativo al tetto massimo per i viaggi, che sappiamo tutti essere un problema ricorrente.
Questi spesso ci vengono presentati tardi e con prezzi esorbitanti, ma noi ci impegneremo per far sì che occasioni del genere siano accessibili a tutti, come è giusto che sia.
Per quale motivo uno studente dovrebbe votare Zero Alibi e non altre liste?
Perchè ci impegniamo da anni non solo nel rendere il giulio una comunità unita, ma anche attiva, proponendo temi che possano portare dei reali cambiamenti nella vita degli studenti. Per esempio il punto sul rivedere il regolamento d’istituto oppure l’introduzione di on-appunti.
In quale modo la vostra lista si differenzia dalle altre?
Siamo diversi perché, diversamente dalle altre liste, spesso siamo noi quelli che si mettono davanti alla scuola a parlare e dare volantini per far diffondere e rendere noto a tutti un determinato tema. E mantenendo sempre a cuore il Giulio come comunità, cerchiamo di renderla anche più giusta e attiva.
Quali sono per voi le priorità che la scuola dovrebbe avere?
In assoluto l’attenzione alle necessità degli studenti, che vanno dalle macchinette, ai viaggi, all’introduzione di dibattiti su quello che succede intorno a noi, come ad esempio la situazione in Palestina.