di Sofia Amicone, II G

Sto trascorrendo il mio anno all’estero negli Stati Uniti, precisamente in una città al confine tra lo Stato dell’Idaho e del Nevada, un ambiente molto diverso dall’Italia, e soprattutto da tutto ciò a cui si è abituati vivendo a Roma, sia per paesaggi che per stile di vita. Vivere questo tipo di esperienza non significa solo vivere una serie di attività quotidiane, ma piuttosto sperimentare un diverso modo di vivere il tempo, la scuola e le relazioni. In un contesto nuovo, lontani da ciò da cui si è abituati, tutto assume un significato e un’importanza diversa.

Non è sicuramente una novità quanto a scuola negli Stati Uniti sia diversa dalla scuola in Italia. Ad esempio una grande differenza è il metodo scolastico, più pratico che teorico, e il rapporto tra studenti e professori, decisamente meno formale. Una differenza importante sta nel fatto che gli studenti americani scelgono semestre per semestre cosa vogliono studiare, potendo così accostare moltissimi campi del sapere: dall’ambito scientifico, con Fisica, Algebra, Astrofisica, all’ambito psicologico, linguistico, sportivo, artistico, e culinario, non abbandonando comunque materie obbligatorie come Lingua Inglese e Storia, molto focalizzata sugli Stati Uniti e meno sul resto del mondo. Questo permette quindi una preparazione più generale, ma sicuramente meno solida.

Gli orari della scuola americana sono più estesi, in quanto le lezioni tendono a iniziare alle otto di mattina per poi terminare intorno alle tre o quattro del pomeriggio, ma ci si adegua facilmente grazie a diverse pause che dividono la giornata. Gran parte della vita degli studenti americani ruota intorno allo sport: qui negli Stati Uniti è una componente scolastica fondamentale e molti studenti partecipano a squadre scolastiche e si allenano ogni giorno. In questo periodo, finite le partite di football autunnali, si seguono soprattutto basket, baseball e softball, oppure si pratica atletica. Le partite sono momenti molto sentiti, e lo spirito scolastico è sempre forte e coinvolgente: tutta la scuola si ritrova sugli spalti, creando un forte senso di comunità.

Parte fondamentale della cultura americana è il modo in cui vivono le festività, a partire da quelle che conosciamo come il Natale, fino a quelle che invece non abbiamo in Italia come il giorno del Ringraziamento, celebrata l’ultimo giovedì di novembre. Da tradizione si mangia soprattutto tacchino con contorni come purè, cranberry e torta di zucca. È un momento di riunione familiare, partite di football in TV e parate, come la famosa parata di Macy’s a New York.

Vivendo in uno stato dell’ovest, si respirano anche tradizioni molto particolari caratteristiche degli Stati in stile country e western. Per esempio, i balli di gruppo western rappresentano un’attività tipica e divertente per stare insieme. Un altro evento iconico americano è il Rodeo, a cui si può assistere verso la fine dell’estate e che racconta le radici del West americano, combinando spettacolo, musica e tradizione.

Uno degli aspetti più belli di vivere in questa parte degli Stati Uniti è sicuramente la natura. Le città sono circondate da paesaggi spettacolari: canyon, sentieri, cascate, e tutti questi elementi riescono a creare dei paesaggi mozzafiato. È un tipo di natura molto più “selvaggia” rispetto a quella a cui siamo abituati vivendo in una grande città come Roma.

Per quanto riguarda l’attualità, si percepisce anche qui il corrente clima politico internazionale, ma in modo meno evidente di quanto mi aspettassi. La guerra non è un argomento di cui si parla continuamente nella vita quotidiana, e le persone non sembrano particolarmente sorprese dagli sviluppi. C’è però sicuramente una certa attenzione verso le frequenti decisioni politiche improvvise, e ovviamente molti contrasti di opinioni tra i cittadini americani.

In generale, questa esperienza mi sta permettendo di scoprire un modo diverso di vivere la scuola e la quotidianità. Un anno all’estero offre infatti l’opportunità di mettere a confronto ciò che è sempre stato considerato normale e certo con qualcosa di completamente nuovo, facendo emergere aspetti di sé che prima non si conoscevano. Vivere lontano da casa e abbandonare ciò che era abituale e rassicurante permette di scoprire nuovi punti di forza, ma anche di riconoscere le proprie debolezze, contribuendo così a una crescita personale profonda.

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