Tommaso Franceschini, II C, per il gruppo FSL ‘Volontariato e cittadinanza attiva’

Salve! Vogliamo presentarvi un percorso di FSL fuori dal comune!

Il 9/4/2026 si è svolto il primo incontro presso il nostro istituto del progetto FSL “Volontariato e cittadinanza attiva: il disagio minorile”, organizzato dalla professoressa Laura Gambassi con la Caritas di Roma. Il colloquio con Marianna Giordano (referente Caritas) è iniziato con un brainstorming finalizzato alla definizione della Caritas, capendo nello specifico cosa fa questo organismo della Chiesa cattolica e cercando di ricostruirne la cronistoria. Un aspetto particolarmente interessante affrontato è stata l’evoluzione dell’utenza che si rivolge alla Caritas: dalla creazione di questo organismo ai giorni odierni e da ciò abbiamo potuto notare gli effetti collaterali della pandemia sulle famiglie italiane che si trovano sempre più in situazioni di povertà assoluta. A conclusione dell’incontro ci è stato mostrato un video realizzato dal TGR dove si intervistavano i responsabili delle varie sedi della Caritas sul suolo romano al quale poi è seguito un ulteriore brainstorming che ha portato alla parola ‘curiosità’ per i successivi incontri come sentimento predominante.

Il 15/4/2026 ci siamo recati, anche con la professoressa B. Bartoletti, all’Istituto penale minorile di Roma Casal del Marmo, dove abbiamo partecipato a un incontro all’interno del ‘Pastificio Futura’, un progetto che coinvolge i giovani detenuti, donando loro un’effettiva realtà lavorativa finalizzata alla produzione e vendita di pasta secca artigianale.

L’incontro è iniziato con il responsabile del ‘progetto Futura’, che ci ha spiegato, in grandi linee, cosa concretamente fanno; successivamente, noi alunni siamo stati accolti in un’aula, dove l’agronomo ci ha definito i vari ruoli all’interno del pastificio: agronomo, chimico, responsabile, cappellano, suora e operai, sottolineando come tutte le persone (inclusi i detenuti) che lavorano all’interno siano stipendiati.

In seguito, noi studenti abbiamo fatto un giro per gli impianti tecnici del pastificio, scoprendo come si realizza la pasta, dal grano duro all’essiccazione e, infine, all’impacchettamento e alla vendita finale.

Tornati all’aula di partenza, abbiamo avviato un dialogo bilaterale, durante il quale noi studenti abbiamo mostrato tutta la nostra curiosità, tramite domande specifiche sul mondo del carcere e sulla realtà lavorativa. È stata particolarmente formativa quest’esperienza poiché ci ha permesso di vedere con i nostri occhi ciò che vivono i ragazzi che in passato hanno commesso degli errori, umanizzandoli, evitando che ai nostri occhi esterni loro diventino ciò che hanno fatto. Questo pastificio, inoltre, rappresenta una chance concreta per loro per capire che esiste un altro modo alternativo di vivere.Perciò il nostro gruppo si farà, nel mese di maggio, promotore qui a scuola di una vendita di beneficenza dei prodotti del ‘Pastificio Futura’ e vi invitiamo fin d’ora a essere generosi: mettiamo le ‘mani in pasta’ per aiutare tanti ragazzi come noi a realizzare una vita diversa!

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