di Giaime Benadusi, IV G

Basterebbe solo un’immagine per riassumere lo spirito dell’intero viaggio a Firenze: quella di me, sdraiato per terra, fra gli sguardi basiti dei visitatori del museo e la faccia divertita dell’addetta alla sicurezza, mentre mi faccio “scolpire” dal professor Calenne, intento a mostrarci il modo in cui Michelangelo usava il suo scalpello per creare dal marmo le sue mirabili statue.

Lo scopo del viaggio di accoglienza a Firenze, che ha coinvolto tutte le classi Aureus del IV ginnasio, era
anzitutto quello di scoprire la città in un modo attivo ed autonomo. Avevamo infatti la possibilità, divisi in piccoli gruppi, di girare completamente da soli nel centro di Firenze, cosa strana per noi studenti appena usciti dalle scuole medie, abituati a fare le visite sempre insieme ai docenti e ad avere pochissimo tempo libero a nostra disposizione. In questa occasione, invece, siamo stati coinvolti in prima persona, attraverso numerose attività a metà fra lo studio e il gioco, come la caccia al tesoro nella città, svolta il secondo giorno, senza dubbio l’attività che più mi è piaciuta. Il gioco consisteva nel cercare e fotografare vari cibi,
simboli, monumenti ma anche semplici oggetti all’interno della città. La richiesta più curiosa era decisamente quella di farsi una foto con delle persone asiatiche, con gli occhiali e il cappello, che quasi sempre non sono state proprio molto contente di farsi un selfie con noi, scambiandoci qualche volta anche per dei truffatori o chissà cosa.

Tutto questo comportava ovviamente che dovevamo essere in grado di orientarci all’interno di Firenze e di individuare i luoghi più importanti senza il bisogno di particolari spiegazioni o di una guida. Il gioco prevedeva ovviamente un gruppo vincitore, che non era solo quello che aveva accumulato più punti durante la caccia al tesoro, ma anche quello che aveva girato il video migliore. Ogni gruppo infatti doveva presentare, con un video in lingua inglese, un monumento assegnatoci precedentemente dal professor Calenne. A me e ai quattro compagni del mio stesso gruppo era toccata in sorte la Basilica di San Lorenzo e, grazie anche a un bel po’ di lavoro svolto a casa prima della partenza, siamo riusciti ad arrivare primi nella nostra classe: come premio della sfida, un libro d’arte e delle caramelle.

Insomma, il viaggio a Firenze è stata per noi studenti Aureus un’esperienza interessante e coinvolgente in tutti i sensi… anche per il profumato e indimenticabile panino con prosciutto, parmigiano e tartufo, mangiato il primo giorno!

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