Formula E: gareggiare contro il cambiamento climatico, parte 2

Riprendiamo l’argomento da dove ci eravamo lasciati nell’ultimo articolo sul tema, ovvero dal regolamento.

Dal primo giro di gara i corridori devono obbligatoriamente utilizzare l’attack mode (introdotto dalla 5° stagione). Avete presente il turbo in Mario Kart?  Ecco, il principio è lo stesso: in ogni circuito c’è una attack zone, ovvero una traiettoria alternativa, non ideale poiché fa perdere tempo e talvolta posizioni, sulla quale il pilota deve passare attivando degli appositi sensori. Una volta percorsa, il pilota ottiene 35kW in più per 4 minuti consecutivi, di cui può usufruire per superare gli altri o colmare eventuali distacchi.  Inoltre nella competizione interviene il Fanboost. Dalla seconda metà di gara, i cinque piloti più votati sui social ottengono una piccola dose di energia extra per 5 secondi. È considerato antisportivo da molti commentatori poiché il pubblico tende a votare vota sempre gli stessi corridori. Entrambi i meccanismi contribuiscono a rendere la gara più spettacolare.

Alla fine di ogni week-end la classifica del campionato viene aggiornata. L’assegnazione dei punti alla fine di una gara segue quella classica del motorsport, dal primo classificato al quale vengono attribuiti 25 punti, fino al decimo che guadagna solo 1 punto. Inoltre, per rendere più eccitante la competizione, a colui che ottiene la pole position vengono assegnati altri 3 punti e chi esegue il giro più veloce in gara, concludendo nei primi dieci, riceve un altro punto extra.

La ricarica dell’auto è vietata sia durante le qualifiche sia durante la gara. I team possono caricare le auto tra una sessione e l’altra, durante le prove libere. Inoltre, se un pilota non gestisce correttamente l’energia a sua disposizione, corre il rischio di scaricare il veicolo, e di dover concludere la gara per inerzia rischiando di non tagliare il traguardo; nel caso ci riesca, riceverà comunque una penalità, come successe un anno fa presso Santiago del Cile: Lucas Di Grassi superò infatti a pochi metri dalla bandiera a scacchi Pascal Wehrlein che, avendo il veicolo scarico, si vide portar via la vittoria in un battito di ciglia e ricevette anche la penalità.

Vi siete mai chiesti, inoltre, come mai i circuiti di FE sono più che altro piste “arrangiate” nelle città più famose di tutto il mondo? Le ragioni sono semplici: innanzi tutto affittare un circuito per tre giorni è molto dispendioso per gli organizzatori; inoltre, essendo la FE un campionato giovane e in crescita, si cerca di mantenere contenuti i prezzi dei biglietti per le gare, consentendo l’accesso gratuito al “prato”, ovvero la zona erbosa poco confortevole e senza copertura. L’E-prix si svolge fra le strade delle città e i residenti, se ne hanno la fortuna, possono assistervi direttamente dalle proprie abitazioni. Questo nuovo tipo di competizione è riuscito a coinvolgere un pubblico, finora lontano dal mondo delle corse, attraverso i cosiddetti social, pubblicando su Youtube le gare in differita e gli highlights al termine di ciascuna sessione, permettendo ai fan di aiutare i piloti con il Fanboost e, tramite l’applicazione ufficiale della FE, trasmettendo in diretta le comunicazioni radio tra ingegneri e piloti.

A questo punto dovreste avere una buona conoscenza di base per poter assistere consapevolmente al campionato più ecologico e competitivo del mondo. Ricordate di segnare sul calendario la data dei prossimi appuntamenti: Marrakech, 29 febbraio e soprattutto Roma,quartiere EUR, 4 marzo 2020.

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