di Giovanni Millarelli, II C
Cari ragazzi, scrivo queste riflessioni per aiutarvi a capire se, come e quando salutare una persona per i corridoi della nostra cara scuola.
Partiamo dal presupposto che l’atto in sé di salutare mette a disagio per tutto quello che ne potrebbe derivare: “Ma com’è che si chiamava questo?”.
“Ma non è che avevo un pezzo di cibo tra denti mentre gli mostravo il mio bel sorriso?
“E se lui non mi risaluta?”.
Però ci sono qui io per rassicurarvi: state tranquilli! Oltre al salutante anche il salutato prova le vostre stesse angosce. Adesso prendiamo in considerazione diverse circostanze.
Pensiamo, ad esempio, a qualcuno che avete conosciuto ad una festa (alla quale magari eravate pure imbucati). Cosa fare? Tutto dipende dal modo in cui avete interagito quella sera. Se è una di quelle persone con cui avete scambiato due o tre parole, vi consiglio di non salutarla proprio o al massimo di rivolgerle un leggero cenno di sorriso. Qualora voi salutaste quella persona, ci sarebbe infatti il rischio di cadere nel circolo vizioso di domandarvi, ogni volta che la incontrate “La saluto o non la saluto?”.
Ora mettiamo che, a questa ipotetica festa, abbiate incontrato una persona, che prima vi sembrava la più antipatica della scuola. Ci parlate più del previsto, magari nasce anche un buon rapporto e arrivate a salutarvi molto volentieri per i corridoi. Mi dispiace deludervi: vi ritrovereste nello stesso circolo vizioso. Infatti, se il rapporto non viene coltivato fuori dalle mura scolastiche, quella relazione, che prima credevate tanto importante, finirà per svanire; forse eravate solo alla ricerca di qualcuno da salutare a ricreazione per fare i “fichi” con i vostri amici passando per quelli che conoscono tante persone!
Questo caso è dedicato soprattutto ai più giovani della nostra scuola. Esempio: siete in quarto ginnasio e avete fatto amicizia con una persona più grande, o meglio, ci avete scambiato qualche parola. Sarete contentissimi di salutarla in giro: magari è pure una celebrità all’interno della scuola! Lei invece, a meno che non sia di buon cuore, dopo un po’ troverà seccante dovervi salutare in mezzo agli altri, dato che fate parte dei nuovi arrivati. Il mio consiglio? Scegliete bene, tra i più grandi, con chi fare amicizia, perché alla fine qualcuno di loro potrebbe salvarsi!
Venite con i mezzi pubblici a scuola? Questo è il caso che fa per voi. Dopo qualche mese di scuola, vi rendete conto che uno studente del Giulio Cesare prende il vostro stesso autobus. A questo punto vi verrà la voglia di instaurare un rapporto con questa persona, ma non lo potete fare a scuola perché non trovereste il pretesto. Allora cercate di salutarla proprio sull’autobus. Trovata la scusa per salutarla, da quel momento in poi sarete i cosiddetti “amici di autobus”. Probabilmente a scuola non incontrerete mai questa persona poiché il più delle volte si trova esattamente nella classe più lontana dalla vostra. Però il saluto sull’autobus non ve lo toglierà nessuno.
Adesso è il momento del mio saluto preferito: quando finalmente riuscite a ottenere il saluto della persona che vi piace. Questo è il più complicato dei casi. Se siete l’amante (colui che ama), vi sentirete la persona più potente del mondo (Che bello! Finalmente mi saluta!!!!). Ottenuto ciò, cercherete di non perdere per nessuna ragione al mondo il saluto della persona amata; piuttosto sarete disposti a non smuovere la situazione (e fu così che passarono i 5 anni di liceo!…). Adesso è arrivato il momento di descrivere quello che prova l’amato. I casi sono due: o quella persona che tanto ha combattuto per ottenere il vostro sguardo vi piace e voi state al gioco, oppure, ahimè, è totalmente indifferente e il suo saluto addirittura può scocciarvi ( “Mamma mia, è pure più piccolo!!!”). Allora, cosa potrebbe accadere? Un giorno, magari alle macchinette ( ma…quali macchinette?), troverete la scusa per iniziare a parlarvi seriamente (e vissero felici e contenti!). Il secondo è quello più complicato e triste allo stesso tempo. O l’amato non vi considererà dal primo momento (e a quel punto qualche pianto sotto le coperte è giusto che ci sia) oppure crederà bene di essere misericordioso e quindi di salutarvi (“In fondo è tanto carino, poverino!” Perché non salutarlo?).
Perché ho scritto tutto ciò?
Per fare un’analisi socio-psico-comportamentale degli studenti del liceo classico, ai quali lascio trarre le conclusioni.
Grazie